Pagine
- Home page
- link
- Regione/ Comuni capoluoghi
- Organizzazioni Sindacali
- Quotidiani locali on line
- ADESIONI AL PARTITO
- 95° Anniversario della nascita del Partito Comunis...
- RASSEGNA STAMPA
- CENTO ANNI DALLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE
- LO STUDENTE TROTSKISTA
- LAVORO & PREVIDENZA
- 50 ANNI DALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA
- IL GIORNALE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
POST IN EVIDENZA
giovedì 2 luglio 2020
mercoledì 1 luglio 2020
RICONQUISTIAMO IL DIRITTO ALLA SALUTE!
Dibattito
pubblico, in diretta oggi dalle 18:00 alle 19:30, tra i promotori della
campagna di raccolta firme sulla petizione "Riconquistiamo il diritto alla
salute! Per una sanità pubblica, universale, laica, gratuita"
L'emergenza
sanitaria derivata dall'epidemia da coronavirus ha messo in luce i molteplici
gravi limiti del nostro Servizio Sanitario Nazionale, fino a decretarne la
crisi.
All'insegna
della riduzione della spesa pubblica, dell'austerità, giustificando tutto con
il debito crescente, il Servizio Sanitario Nazionale è stato progressivamente
definanziato, oggetto di tagli lineari, ed i vincoli del patto di stabilità
interna e del pareggio di bilancio hanno ridotto le risorse delle Regioni, di
37 miliardi negli ultimi dieci anni, con la progressiva espansione, in tutti i
campi, della sanità privata nelle diverse regioni del paese (emblematiche il
Lazio e la Lombardia), mirata esclusivamente al profitto, cresciuta con gli
accreditamenti e le convenzioni.
È necessario
rimettere al centro il Servizio Sanitario Nazionale, garantire le necessarie
risorse, ridare senso al dettato costituzionale in materia.
Per questo
proponiamo una vera mobilitazione perché curarsi torni ad essere un diritto di
tutti, garantito come tale, e che comprenda anche il diritto a vivere in
ambienti salubri, la lotta all'inquinamento, la lotta per condizioni di lavoro
non dannose, tutto ciò, in definitiva, che porta alla buona salute.
Questo è
parte per noi dell'idea di una società alternativa a quella basata sul profitto
e sullo sfruttamento, che evidenzia una parte crescente della popolazione
sempre più povera, insicura, sola.
La salute
non è una merce!
Via il
profitto dalla sanità che deve essere pubblica, laica, gratuita e di qualità!
Dibattito
pubblico tra i promotori della campagna di raccolta firme sulla petizione
"Riconquistiamo il diritto alla salute! Per una sanità pubblica,
universale, laica, gratuita"
Il dibattito
verrà trasmesso in diretta sulla pagina "Riconquistiamo il diritto alla
salute".
Intervengono:
Mauro Alboresi, Lisa Canitano, Beniamino Caputo, Eliana Como, Carla Corsetti,
Giovanni Ferraro, Erne Guidi, Francesca Anna Perri, Rosa Rinaldi. Modera:
Alessio Arena
Promuovono:
Democrazia Atea, Fronte Popolare, La Città Futura, Partito Comunista dei
Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista,
Partito Marxista-Leninista Italiano, Potere al Popolo, Risorgimento Italiano,
Sinistra Anticapitalista
domenica 28 giugno 2020
VERTENZA ALLA LOGISTICA GDN - SONO A RISCHIO VENTI POSTI DI LAVORO - LO SCIOPERO PROSEGUE
Fonte: La Provincia Pavese - Oliviero Maggi
Si
preannuncia un'estate “calda” sul fronte delle logistiche oltrepadane. Dopo
l'annuncio della chiusura, a fine anno, del magazzino di Zalando a Stradella, è
scoppiato il caso della logistica Gdn di San Cipriano Po PV, dove dal primo luglio
scatteranno venti licenziamenti tra gli 80 lavoratori della
struttura.MobilitatiDopo lo sciopero, indetto venerdì mattina dalla Filt Cgil
di Pavia, ieri è proseguito lo stato di agitazione e i lavoratori saranno
ancora domani davanti ai cancelli dell'azienda per protestare contro la
decisione; a loro si sono affiancati i colleghi della Gdn di Stradella , che
operano nelle stesse condizioni, per sostenere la rivendicazione. «Abbiamo
assistito all'ennesimo attacco alla dignità dei lavoratori - affermano Debora
Roversi e Sergio Antonini, segretari generali di Cgil Pavia e Filt Cgil Pavia
-.
"Da
tempo chiediamo che gli 80 lavoratori della Mag Service Società cooperativa,
che opera presso la Gdn di San Cipriano Po, vengano confermati sull'appalto e
che, per le caratteristiche dell'attività svolta, venga applicato loro un
contratto collettivo nazionale di lavoro che assicuri qualificazione del
lavoro, tutela e giusta retribuzione. Ma la decisione dell'azienda di
licenziare 20 degli 80 lavoratori e di riassumere 50 dei 60 lavoratori che
resteranno sull'appalto, a tempo determinato ed attraverso un contratto in
somministrazione, ci ha portato ad interrompere la trattativa e a dichiarare
l'apertura dello stato di agitazione, pronti a mettere in campo tutti gli
strumenti che si renderanno necessari al fine di rivendicare i diritti e la
dignità dei lavoratori".
Ma la Cgil è
impegnata anche sul fronte di Zalando: il 9 luglio ci sarà un nuovo incontro
tra il sindacato e i partner dell'azienda, Fiege e Ucsa, per capire quanti sono
i lavoratori disposti a trasferirsi nel nuovo magazzino di Verona e quanti
quelli disposti ad essere ricollocati negli altri impianti della cooperativa
Ucsa tra Milanese, Lodigiano e la provincia di Piacenza; domani, inoltre, Fiege
inizierà i colloqui con i lavoratori pronti al trasferimento per la firma del
contratto in modo che da metà luglio siano operativi a Verona.
venerdì 26 giugno 2020
DA MINNEAPOLIS A MILANO, CONTRO RAZZISMO E VIOLENZA DI STATO!
MILANO- Presidio unitario presso il consolato USA di Piazza Stati Uniti d'America, a sostegno di Black Lives Matters e della mobilitazione in corso in America
Intervento del compagno Franco Grisolia - Partito Comunista dei Lavoratori
giovedì 25 giugno 2020
LE MOBILITAZIONI IN USA E NEL MONDO CONTRO IL RAZZISMO E IL CAPITALISMO
L’omicidio
di George Floyd a Minneapolis il 25 maggio è stato l’innesco di una situazione
esplosiva che covava da tempo. Le diseguaglianze di classe e razziali, la
corruzione, i diritti democratici affossati in molti stati in USA sotto forma
di violenta repressione poliziesca e le conseguenze contro i più deboli della
pandemia, sono stati la spinta per enormi mobilitazioni di massa in tutto il
paese portate avanti con una determinazione che non si era vista nemmeno nelle
proteste degli anni '60 e '70. In centinaia di metropoli e centri urbani la
risposta contro il governo dello stato capitalista più potente al mondo, gli
Stati Uniti, non si ferma da quel giorno. Le settimane di mobilitazioni hanno
iniziato a rompere la diga messa come argine dal sistema per impedire che le
proteste in difesa degli elementari diritti democratici, si legasse ad una
sollevazione sociale anticapitalista. Nei primi giorni, la risposta poliziesca
è stata pesantissima. L’uso sistematico della violenza militarizzata della
Guardia Nazionale, l’uso di nuove armi anti sommossa contro le manifestazioni
di massa anche pacifiche, la minaccia di utilizzare l’esercito, l’utilizzo
della sigla ANTIFA come capro espiatorio, hanno gettato altra benzina sul
fuoco. Da una parte la sovraesposizione mediatica dei momenti di rabbia della
gioventù afroamericana emarginata contro i negozi e supermarket da parte dei
mezzi di informazione, e l’inserimento delle provocazioni delle organizzazioni
dell’ultra destra dall’altra, non hanno impedito che questa ondata di
mobilitazioni si fermasse. Le parole della portavoce di BLACK IS MATTER Tamika
Mallory “…enough is enough – quando è troppo è troppo” o slogan come “No
justice no peace” utilizzato già nel 1986 quando il giovane afroamericano
Michael Griffith venne massacrato a New York da razzisti bianchi sono stati la
colonna sonora in ogni corteo. Persino all’interno del Partito democratico si
sono alzate voci inneggianti la repressione e il possibile uso dell’esercito
contro le mobilitazioni di massa. Ma ben presto l’atteggiamento è parzialmente
cambiato. Con le proteste che invece di placarsi si infiammavano in tutti gli
stati e nelle metropoli come New York, Los Angeles, Detroit, Chicago, le
autorità, alti gradi militari e lo stesso Pentagono hanno per ora scaricato
limitatamente le polizie locali promettendo riforme, limitazioni dei budget e
dell’uso della forza.
Questa
rivolta negli USA è un segnale di una nuova fase storica e non è solo la rabbia
nera verso secoli di omicidi razzisti o di poliziotti impuniti per l'assassinio
di afroamericani disarmati. È l’espressione della sofferenza sociale di di
intere comunità e delle enormi differenze sociali tra ricchi e poveri, di una
classe media sempre più in via di proletarizzazione, di decine di milioni di
disoccupati, dello sfruttamento capitalistico sempre più pianificato
scientificamente dei lavoratori, della disperazione delle popolazioni rurali e
native per i territori depredati e desertificati dall’estrazione di fonti
energetiche fossili, e infine del dolore e della rabbia per l’emergenza Covid
19 che ha salvaguardato solo la classe dominante. È il segnale di una coscienza
di classe che si sta risvegliando lentamente dal suo torpore. È la sempre
maggiore consapevolezza che il sogno di un nuovo modello di società, il famoso
“sogno” di Martin Luther King può essere raggiunto solo attraverso la lotta di
classe.
Questo si è
visto molto bene in diverse situazioni dove i lavoratori si sono uniti alle
parole d’ordine di BLM condividendo enormi mobilitazioni di massa. Lo sciopero
generale del 12 Giugno a Seattle ha visto la partecipazione di studenti e
lavoratori con una marcia di protesta di almeno 60.000 persone, nella quale le
rivendicazioni anticapitaliste erano chiarissime, come quelle per la difesa di
posti di lavoro in tutta l’area industriale e la pesante realtà della
disoccupazione.
Anche lo
sciopero generale lanciato in diversi stati per il Juneteenth - 19 Giugno
storica data dell’abolizione della schiavitù ha avuto una riuscita
sbalorditiva. Uno dei maggiori scioperi del Juneteenth è stato indetto
dall'International Longshore and Warehouse Union (ILWU), che ha bloccato il
lavoro per otto ore in tutti i 29 porti lungo la costa occidentale degli Stati
Uniti. Come tutti gli scioperi generali indetti da BLM, coinvolgono i
lavoratori di qualsiasi etnia. Dopo 4 settimane di proteste ininterrotte. il 19
Giugno sono scese in piazza in centinaia di migliaia di persone ad Atlanta ed a
Oakland, in California, unendo nella lotta la “West and East cost” degli Stati
Uniti.
LOTTA DI
CLASSE AL RAZZISMO E INTERNAZIONALISMO
Le battaglie
negli Stati Uniti contro il razzismo hanno avuto l’appoggio e la solidarietà
dei rivoluzionari di tutto il mondo. Le proteste che stanno avvenendo al di
fuori degli Stati Uniti dall'Europa all'Australia, dal Giappone all'Africa, dal
Messico al Brasile hanno unito le proteste contro l'uccisione di George Floyd
alle risposte contro la brutalità razzista delle polizie locali verso le
popolazioni native, verso i migranti e verso le minoranze etniche e religiose
come in Brasile ed Australia. In Australia, in particolare, enormi marce di
protesta hanno attraversato tutto il continente da Perth a Wollongong, da
Sydney a Melbourne e in migliaia hanno legato la lotta americana con la difesa
dei diritti della popolazione nativa aborigena, ricordando le sofferenze del
post-colonialismo britannico e le discriminazioni contro il popolo LGBT. In
Australia, la brutalità della polizia e del sistema giudiziario assume forme
diverse rispetto agli Stati Uniti, forme che non possono essere facilmente
documentate. Ma la violenza è evidente nelle ferite sui loro corpi e nelle loro
anime, nelle storie di vita degli aborigeni. "Black Lives Matter" è
diventato quindi un richiamo radicale per gli aborigeni e gli abitanti delle
isole dello Stretto di Torres e in tutto il paese, ma non è una novità. La
novità di queste proteste è quella di molti lavoratori australiani bianchi che
hanno deciso di unirsi ai nativi per richiamare l'attenzione su tutta questa
violenza. In Europa, l’appello di Black Lives Matter ha percorso con
manifestazioni enormi tutte le principali capitali, in particolare Berlino,
Londra e Parigi.
I
rivoluzionari sanno che la lotta per la democrazia e per la difesa dei diritti
marciano insieme con la lotta di classe. Le parole di Malcom X sono
chiarissime: “non esiste il capitalismo senza il razzismo”. La lotta contro la
violenza degli stati capitalistici e il razzismo possono avere successo solo
con un profondo progetto e programma rivoluzionario. I rivoluzionari si stanno
battendo contro il capitalismo sempre più in crisi che sta distruggendo il
pianeta, discrimina gli esseri umani per genere, razza, orientamento sessuale e
identità, che ci sfrutta, e il cui suo unico obiettivo è l'aumento permanente
del profitto a scapito delle nostre vite e dei nostri corpi.
Il Partito
Comunista dei Lavoratori in queste settimane, in una logica di fronte unico, è
impegnato in iniziative di difesa dei lavoratori immigrati, di denuncia della
loro condizione e di condanna delle violenze subite, per unire le proprie
ragioni con le ragioni della mobilitazione in corso negli USA e nel mondo.
Ruggero
Rognoni
IN PIAZZA PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO PER TUTTI
Tutti in
piazza contro il Governo.
Migliaia di genitori, insegnanti e studenti si preparano a scendere in piazza. Da Torino a
Palermo, passando per Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Napoli: in
sessanta città d’Italia, giovedì 25 giugno alle 18, il mondo della scuola si
ribella. Pronto a chiedere un rientro sui banchi a settembre in completa
sicurezza, senza la didattica a distanza, senza i turni tra gli studenti
costretti a stare metà in classe e metà a casa per mancanza di spazi, senza le
ore di lezione ridotte a 40 minuti.
A chiamare a
raccolta le famiglie di tutta Italia per scendere tutti in piazza è il comitato
“PRIORITÀ ALLA SCUOLA” che in pochi mesi, è riuscito a raccogliere migliaia di
adesioni.
Il comitato,
che vedrà al suo fianco in piazza 48 organizzazioni nazionali e decine di
associazioni tra cui Cobas Scuola, Flc Cgil, collettivi studenteschi, docenti
precari, Non Una di Meno e universitari, chiede lo stanziamento di fondi extra,
un numero adeguato di insegnanti e personale Ata, più spazi per gli istituti,
investimenti strutturali per l’edilizia e protocolli di prevenzione sanitaria.
Ma non solo, ribadisce un sonoro “no” alla riduzione del tempo scuola, alle
lezioni da 40 minuti anziché 60, alla prosecuzione della didattica a distanza e
all’esternalizzazione di servizi educativi per completare il tempo scuola.
Infatti
quanto delineato dal ministero porterà a una scuola classista, dove
aumenteranno le diseguaglianze e dove andranno avanti solo i figli di chi potrà
permettersi insegnanti privati a casa per le lezioni di recupero.
Le città
Ecco le
sessanta città nelle quali i genitori andranno in piazza: Firenze, Roma,
Milano, Faenza, Trento, Ravenna, Genova, Reggio Emilia, Pisa, Livorno,
Pontedera, Perugia, Cremona, Lucca, Ancona – Civitanova Marche, Parma, Vicenza,
Arezzo, Pistoia, Torino, Padova, Ferrara, Napoli, Collegno (Torino), Vercelli,
Brescia, Verona, Prato, Matera, Taranto, Aosta, Bologna, Forlì, Sassari,
Sanremo, Potenza, Torre Pellice (Torino), Imola, Palermo, Terni, Cuneo, Cesena,
Cosenza, Mantova, Caserta (in piazza venerdì), Benevento, Massa Carrara,
Modena, Mondoví (Cuneo), Aci Castello (Catania), Pescara, Catania, Siracusa,
Sacile (Pordenone), Salerno, Varese, Pavia, La Spezia.
domenica 21 giugno 2020
DA MINNEAPOLIS A MILANO, CONTRO RAZZISMO E VIOLENZA DI STATO!
Gli
avvenimenti in corso negli Usa, con le imponenti manifestazioni che si
susseguono oramai da tre settimane nei diversi stati segnano lo sviluppo di un
imponente movimento antirazzista contro le violenze della polizia e il
retroterra sociale e culturale che le alimenta, mette al centro dell’attenzione
di tutta l’opinione pubblica mondiale un possibile cambio epocale.
Il
movimento postosi come propulsore di questa mobilitazione ormai mondiale i
“Black Lives Matters" oltre a rivendicare bisogni di uguaglianza e
democrazia, mette al centro le ragioni sociali degli sfruttati, chiama in causa
l'ipocrisia del principale imperialismo oggi esistente al mondo. La politica di
potenza, in questi anni interpretata dalla Presidenza Trump nei confronti di altre nazioni e popoli
oppressi è la replica delle politiche di aggressione verso lo stesso popolo
americano; manifestato nel suo volto poliziesco sia nei confronti dei
lavoratori che dei giovani americani, in particolare della popolazione nera,
ispanica, asiatica con modalità razziste
e fasciste.
Perché
il movimento “Black Lives Matters” trova consenso anche da noi, nella Unione
Europea? Perché milioni di lavoratori e lavoratrici immigrati ogni giorno
sperimentano sulla propria pelle la violenza oppressiva del sistema capitalista
e il suo profilo razzista.
Le
leggi discriminatorie nel nome della “sicurezza”, super sfruttamento,
caporalato, soprusi e angherie quotidiane, violenze omicide della malavita,
repressione poliziesca delle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici
immigrati/e. Una realtà difesa, in forme diverse, da tutti i diversi governi
della U.E..
Non a
caso, in diversi paesi ( Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia) le
manifestazioni di solidarietà con il Black
Lives Matters chiamano sul banco degli imputati le violenze di casa propria ,
la tradizione imperialista e coloniale in cui affondano le proprie radici, le
statue che la simboleggiano, contro ogni forma di nazionalismo e sciovinismo.
Mobilitiamoci
perché anche in Italia si sviluppi un movimento analogo a quello che si va dispiegando
in USA e in altri paesi capitalisti, capace di unire la battaglia contro il
razzismo alla battaglia dei lavoratori e delle lavoratrici contro lo
sfruttamento, contro le politiche di privatizzazione, il capitalismo, contro
ogni discriminazione e violenza poliziesca, che sia nelle strade di Minneapolis
o nelle campagne del nostro sud, nelle metropolitane milanesi contro i Riders,
nei CPR , nell’ esecuzione degli sfratti in ogni città del nostro Paese, Milano compresa, o nei magazzini della
Logistica.
MILANO - MERCOLEDÌ 24 GIUGNO h 18.00
Presidio unitario presso il consolato USA di Piazza Stati
Uniti d'America, a sostegno di Black Lives
Matters e della mobilitazione in corso in America.
Aderiscono:
FRONTE
POPOLARE
PARTITO
COMUNISTA DEI LAVORATORI
PARTITO
COMUNISTA ITALIANO
PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO
POTERE AL POPOLO
SINISTRA
ANTICAPITALISTA
CONFEDERAZIONE UNITARIA di BASE Milano
CONFEDERAZIONE UNITARIA di BASE Milano
Iscriviti a:
Post (Atom)




