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martedì 22 ottobre 2019

DEFEND ROJAVA!



26 OTTOBRE ORE 14.30 IN VIA PALESTRO A MILANO

( per le compagne e i compagni del PCL 14,30 corso Venezia angolo via Palestro ingresso giardini pubblici)

GRANDE MANIFESTAZIONE A MILANO

l 26 ottobre è stata indetta con il supporto di TUTTE le realtà attive nel nord e centro nord una grande manifestazione a Milano che avrà per obiettivo il Consolato turco, super presidiato.

mercoledì 16 ottobre 2019

BLOCCARE LA PRODUZIONE, OCCUPARE LA FABBRICA, NAZIONALIZZARE LA WHIRLPOOL



Volantino del PCL agli operai in lotta

Il PCL rinnova, in queste ore drammatiche, il pieno sostegno agli operai e alle operaie della Whirlpool.
L'azienda ha confermato una volta di più che gli accordi sottoscritti sono carta straccia.
Le promesse del governo, com'era prevedibile, valgono zero. Giusto il tempo delle campagne elettorali. La verità è che gli operai possono contare solo sulla propria forza. È ora che i sindacati la usino sino in fondo.
Il tempo delle passerelle, delle interpellanze, degli incontri istituzionali, è finito. Basta con le prese in giro. Occorre cambiare registro.
La produzione va bloccata. Gli stabilimenti Whirlpool vanno occupati, dalla fabbrica non deve uscire un bullone. Va rivendicata la nazionalizzazione della Whirlpool senza un centesimo di indennizzo per gli azionisti e sotto il controllo degli operai.
Questa è l'unica reale soluzione per conservare il lavoro, non ne esistono altre.
Il PCL sosterrà in ogni caso sino in fondo tutte le azioni di lotta che deciderete di intraprendere.

Partito Comunista dei Lavoratori


lunedì 14 ottobre 2019

LA TRAGEDIA CURDA HA DEI RESPONSABILI

Da “Lettere”
La Provincia Pavese del 13 ottobre


L'imperialismo USA ha deciso di scaricare i curdi siriani, dopo averli usati come fanteria contro l'Isis. È il cinismo della politica imperialista. A Kobane e in tante altre città del nord siriano uomini e donne curde, armi alla mano, hanno dato prova di un eroismo. Senza la loro avanzata di terra, i bombardamenti aerei non avrebbero potuto piegare Isis. Anche per questo le ragioni degli oppressi di tutto il mondo hanno un debito di riconoscenza nei confronti dei combattenti curdi.
Ora Donald Trump definisce la loro guerra "una guerra ridicola", e li abbandona alla furia di Erdogan e dell'esercito turco. Una guerra di cui Erdogan ha assoluto bisogno anche per ragioni politiche interne, dopo la sconfitta elettorale di Istanbul e nel pieno della recessione economica turca. Quanto agli imperialismi europei, Italia inclusa, l'unica loro preoccupazione per la scelta di Trump è che una nuova guerra possa sospingere ulteriori flussi di immigrati in Europa. La Ue ha pagato Erdogan fior di miliardi per fargli fare il guardiano delle rotte balcaniche, per questo tace sull'attacco ai diritti democratici in Turchia e sulla natura reale del regime che lo promuove.
La macelleria annunciata contro i curdi è solo una sgradita complicazione, nulla più.
Francesco Anfossi.
Partito Comunista dei Lavoratori, Pavia

sabato 12 ottobre 2019

PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ AL POPOLO KURDO



Lunedì, 14 Ottobre 2019 alle ore 18,00 - Consolato di Turchia Via Canova, 36 Milano

Presidio in solidarietà al popolo Kurdo

Il Pcl invita i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare

CONTATTI

  • pclmilano@gmail.com

martedì 8 ottobre 2019

Manifestazione contro i CPR



Sabato, 12 Ottobre 2019 alle ore 14.30 - Piazzale Piola (M2 Piola, filovia 90 - 91 bus 39 - 62) Milano

Contro le politiche di Centrodestra e Centrosinistra nei confronti dei migranti. Contro il razzismo ed ogni discriminazione, per la chiusura dei Cpr. Il Partito Comunista dei lavoratori aderisce ed invita i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare.

ORGANIZZA
Rete No Cpr

CONTATTI

pclmilano@gmail.com

GIÙ LE MANI DAI CURDI!

TRUMP LASCIA I CURDI IN PASTO AD ERDOGAN




Come purtroppo era prevedibile, l'imperialismo USA ha deciso di scaricare i curdi siriani, dopo averli usati come fanteria contro l'ISIS. È il cinismo della politica imperialista.


Le milizie curde delle YPG sono state determinanti nella sconfitta politica e militare delle organizzazioni reazionarie panislamiste. A Kobane e in tante altre città del nord siriano uomini e donne curde, armi alla mano, hanno dato prova di un eroismo autentico. 

Senza la loro avanzata di terra, palmo a palmo, al prezzo di enormi sofferenze e di un grande sacrificio di vite, i soli bombardamenti aerei non avrebbero potuto piegare ISIS. Anche per questo il movimento operaio internazionale e le ragioni degli oppressi di tutto il mondo hanno un debito di riconoscenza nei confronti dei combattenti curdi.

Ora Donald Trump definisce la loro guerra “una guerra ridicola”, e li abbandona alla furia di Erdogan e dell'esercito turco. L'accordo fra Trump ed Erdogan è un esplicito semaforo verde all'invasione turca del Nord siriano, ciò che significa di fatto non solo l'annessione di parte della Siria, a beneficio dei progetti ottomani del nuovo sultano, ma anche e in primo luogo una guerra di annientamento della resistenza curda. 

Un massacro annunciato.

Nel rapporto contrastato con gli USA, il governo turco ha messo sul piatto della bilancia la propria posizione strategica: quella di principale avamposto della NATO in Medio Oriente e al tempo stesso interlocutore politico e militare della Russia di Putin. L'imperialismo americano non poteva rischiare di spingere Erdogan verso Mosca, per questo gli lascia via libera nella guerra ai curdi. 

Una guerra di cui Erdogan ha assoluto bisogno anche per ragioni politiche interne, dopo la sconfitta elettorale di Istanbul e nel pieno della recessione economica turca. Issare la bandiera del nazionalismo turco e conquistare manu militari il nord della Siria sono ossigeno prezioso per il regime, come lo è poter respingere nei territori militarmente annessi i rifugiati di guerra siriani, già oggetto di una crescente campagna xenofoba interna.

Quanto agli imperialismi europei, Italia inclusa, l'unica loro preoccupazione per la scelta di Trump è che una nuova guerra nel Nord siriano possa sospingere ulteriori flussi di immigrati in Europa. La UE ha pagato Erdogan fior di miliardi per fargli fare il guardiano delle rotte balcaniche, per questo tace sull'attacco ai diritti democratici in Turchia e sulla natura reale del regime che lo promuove. La macelleria annunciata contro i curdi è solo una sgradita complicazione, nulla più.

Le organizzazioni curde resisteranno con tutte le proprie forze all'annunciata invasione turca. Ma il divario di potenza è enorme. È necessaria la più vasta azione di solidarietà e di sostegno alla resistenza curda da parte del movimento operaio italiano ed europeo, delle organizzazioni sindacali, delle sinistre politiche, dei movimenti antimperialisti. “Giù le mani dai curdi” può e deve diventare da subito la parola d'ordine di una vasta mobilitazione unitaria sotto le ambasciate e i consolati turchi, e contro ogni silenzio e complicità del proprio imperialismo.

Ma gli avvenimenti del Medio Oriente ci consegnano una lezione di fondo che va al di là dell'emergenza e che interroga la prospettiva. I fatti confermano una volta di più che il popolo curdo, come il popolo palestinese, non ha alleati possibili tra le potenze imperialiste, vecchie e nuove. Nessun imperialismo metterà a rischio i propri interessi strategici per la causa nazionale di un popolo oppresso. 

E l'interesse strategico di tutti gli imperialismi è sostenere la Turchia e lo Stato sionista, quali migliori tutori dei propri affari in Medio Oriente. Tutte le strategie di accomodamento diplomatico con questa o quella potenza imperialista al fine di guadagnarne i favori si sono rivelate illusioni, sia in campo curdo, sia in campo palestinese. Non hanno favorito i popoli oppressi ma solo i loro avversari. I curdi come i palestinesi possono contare solo sulla propria forza e sul sostegno dei lavoratori di tutto il mondo.

La liberazione e unificazione del Kurdistan, come la liberazione della Palestina, possono compiersi solo per via rivoluzionaria, solo attraverso la saldatura della propria causa nazionale con la prospettiva della rivoluzione socialista nella nazione araba e in Medio Oriente. L'unica che può assicurare il pieno diritto di autodeterminazione di tutti i popoli oppressi.

La costruzione dell'Internazionale rivoluzionaria è condizione decisiva per sviluppare questa prospettiva.

Partito Comunista dei Lavoratori