POST IN EVIDENZA

martedì 17 maggio 2016

INTERVISTA A RADIO POPOLARE DEL NOSTRO CANDIDATO SINDACO

                                                         NATALE AZZARETTO




domenica 15 maggio 2016

Assemblea sulla Francia: Ce n’est qu’un début, continuons le combat!

Relazione di Franco Grisolia, dirigente nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori, sulla lotta del movimento operaio, e di quello studentesco, contro il "job act francese", la legge El Khomri.





 

mercoledì 11 maggio 2016

Il Partito Comunista dei Lavoratori presente alle elezioni di Milano



Il Partito comunista dei lavoratori sarà presente alle elezioni comunali di Milano del 5 giugno, con la propria collocazione autonoma, come già avvenne alle precedenti nel 2011.

Ci presentiamo con un punto di vista alternativo: quello dei lavoratori e delle lavoratrici, dei nativi e degli immigrati, dei giovani, dei precari e dei disoccupati, dei pensionati, contro la parte dei padroni, dei banchieri, della borghesia e dei poteri forti cittadini

“Siamo alternativi sia al Centrodestra che ha governato Milano per 20 anni svendendone il patrimonio pubblico e calpestando i diritti dei lavoratori, sia al Centrosinistra che ha prima illuso e poi deluso le aspettative del ceto popolare della nostra città” ha dichiarato il professor Natale Azzaretto, candidato sindaco, insegnante di italiano e storia in una scuola media di Baggio.

Da sempre impegnato nelle battaglie sindacali a difesa della scuola pubblica di qualità. Molti parlano a sproposito di periferie: il professor Azzaretto ci vive e lavora da sempre, e ne conosce tensioni e problematiche.

Al Municipio 3 il Pcl candida Luca Prini, già consigliere di zona 3 per 18 anni e protagonista nel corso dei suoi mandati di molte battaglie a difesa del territorio e contro lo spreco di denaro pubblico.


Sezione "Silvio Paolicchi" di Milano

venerdì 6 maggio 2016

A trent’ otto anni dalla morte di Peppino Impastato una vita nelle lotte senza compromessi

Peppino Impastato nasce a Cinisi - PA il 5 gennaio 1948 da una famiglia legata alla mafia. Rotti i rapporti con il padre che lo caccia di casa,inizia un'intensa attività politico-culturale antimafiosa. Fonda nel 1965 il giornalino ''L' Idea Socialista'' e aderisce al Partito Socialista di Unità Proletaria. Nel 1965 dirige le attività dei gruppi di Nuova Sinistra e conduce le lotte dei contadini espropriati delle loro terre nelle zone di Palermo, per la costruzione della terza pista dell'aeroporto. Fonda nel 1975 il gruppo musica e cultura e nel 1975 fonda Radio Aut, radio auto finanziata, con la quale denuncia i crimini commessi dal capomafia locale Tano Badalamenti. Molto seguito era il programma Onda Pazza tramite il quale mette in ridicolo politici e mafiosi del luogo. Nel 1978 si candida alle elezioni comunali nelle liste di Democrazia Proletaria, ma nella notte del 8 e 9 maggio 1978, nel corso della campagna elettorale, viene assassinato con una carica di tritolo sotto il corpo disteso sui binari di una ferrovia. Nelle elezioni comunali, gli elettori di Cinisi votarono il suo nome, riuscendo simbolicamente ad eleggerlo al Consiglio comunale. Inizialmente viene chiusa l'inchiesta giudiziaria affermando che si trattava di un' attentato terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima. Solo grazie all'attività del fratello Giovanni, della madre Felicia Barlotta ,che aveva da tempo pubblicamente rotto con la parentela mafiosa e dei Compagni di militanza del Centro siciliano di documentazione di Palermo che viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolte e delle denunce presentate, viene riaperta l'inchiesta giudiziaria che porterà molti anni dopo alla condanna all'ergastolo del boss Tano Badalamenti.


 

mercoledì 4 maggio 2016

PER UNA BATTAGLIA ANTICAPITALISTICA CONTRO IL TTIP




Il negoziato in corso tra USA e UE in fatto di trattati commerciali risponde a precise necessità del capitalismo in crisi. USA ed Unione Europea cercano di espandere gli spazi di mercato delle rispettive multinazionali in ogni campo ogni costo. Gli USA cercano, anche per questa via, di contenere la crescente concorrenza della Cina sul mercato europeo. Per rafforzare la propria egemonia atlantica e contrastare il proprio declino.
Come tutti i negoziati tra Stati capitalisti la disputa non riguarda i valori ma gli interessi. Perché l'interesse del profitto è l'unico valore che il capitale conosce. Al tempo stesso, proprio per questo, il negoziato è difficile, perché gli interessi dei diversi poli capitalisti e dei relativi blocchi non sempre coincidono. Gli USA puntano ad abbattere le cosiddette barriere non tariffarie, in particolare agroalimentari e farmaceutiche, che significa abbattere le minime norme di tutela dei consumatori, ad esempio in fatto di sorveglianza sanitaria (carne, ecc).  Gli Stati capitalistici della UE pretendono in cambio la liberalizzazione del mercato USA per la propria industria automobilistica e per propri costruttori negli appalti pubblici. Sia in USA  che in UE gli schieramenti si dividono nello stesso campo borghese, a seconda dei settori. Ma il mercimonio, indipendentemente dall'esito, è chiaro: un patto tra Stati capitalisti contro le ragioni dei lavoratori e della maggioranza della società, a esclusiva tutela del profitto.
Prova ne sia che il negoziato è in larga parte segreto. La cosiddetta “pubblica opinione”, osannata dai governi quando si tratta di lisciarle il pelo per incassarne i voti (come contro i migranti) non ha diritto di accesso a verità sgradite e imbarazzanti. La criminalità del capitale va sottratta al suo sguardo indiscreto. Come segreto è il negoziato sulla “giurisdizione speciale”: gli Stati capitalisti di USA e UE vorrebbero garantire alle rispettive multinazionali   il potere di ricorso a specifici “tribunali privati”, o “arbitrati” internazionali, dotati di una sovranità superiore alle stesse magistrature nazionali. Dietro la bandiera della “lotta alla burocrazia” e della “libertà di commercio” si vorrebbe offrire ai monopoli una tutela di ultima istanza superiore ad ogni legge! Nessuna norma meglio di questa confessa che la legge del profitto è davvero la legge suprema della società borghese.
Il trattato che viene negoziato tra i grandi blocchi continentali del capitalismo non è altra  cosa dal corso ordinario delle politiche dominanti in ogni paese. La logica che lo presiede è la stessa che sospinge l'attacco frontale ai diritti sindacali (individuali e collettivi), alla previdenza, alla sanità, all'istruzione, ai beni comuni come l'acqua e il suolo. Si tratta del saccheggio di ogni risorsa pubblica per tutelare banchieri e industriali. Ovunque la vera frontiera dello scontro non è tra “destra” e “sinistra”, tra “reazione e progresso”, se non di riflesso: è tra il capitale da un lato, il lavoro e i diritti sociali dall'altro.Se questa è la realtà, ne consegue per noi una impostazione precisa. La battaglia contro il TTIP o diventa una battaglia anticapitalista, a partire da un'angolazione di classe, o si condanna alla impotenza. O si collega alle ragioni generali della classe lavoratrice o è destinata a mancare i suoi scopi. L'esperienza della vittoria referendaria sull'acqua del 2011, vanificata e annullata dai successivi governi (Renzi in testa), ci dice esattamente questo: senza un rovesciamento dei rapporti di forza tra le classi sociali, ogni ragione progressiva (ambientale, democratica, civile) finisce con l'essere sconfitta.
Per questo, nella mobilitazione unitaria in corso contro il TTIP, portiamo una proposta indipendente e classista. Non ci iscriviamo al partito della “ Civile Europa” contro l' “America malvagia”, magari a supporto delle ragioni negoziali di questo o quell'altro governo antioperaio europeo. Hollande, che colpisce e reprime i lavoratori francesi per conto dei capitalisti francesi (Legge lavoro), non diventa “nostro alleato” perchè (oggi) resiste al TTIP. Siamo contro il TTIP dal versante degli interessi indipendenti dei lavoratori europei e dei lavoratori americani, contro i capitalisti americani, contro i capitalisti europei, contro i relativi governi. La bandiera dei lavoratori non può essere quella del “libero scambio” tra i rispettivi capitalisti, a scapito di diritti e protezioni sociali. Può e deve essere quella della fraternità internazionale dei lavoratori di ogni paese contro la dittatura internazionale del profitto.
Per la stessa ragione non ci facciamo incantare dalle forze che osteggiano il TTIP perché chiedono più “protezionismo” (dazi, dogane, barriere) contro la cosiddetta “invasione della Cina” (da Trump a Salvini.. al M5S). I lavoratori europei e americani non devono farsi arruolare dalla guerra commerciale dei propri capitalisti contro i nuovi capitalisti, sia che essa avvenga nel nome del “libero scambio” sia che avvenga nel nome della “difesa delle frontiere”: debbono semmai imparare dagli operai cinesi che, lottando contro i propri capitalisti (ma anche contro gli investitori USA e UE) hanno strappato in 10 anni la triplicazione dei propri salari. Ogni rafforzamento del proletariato cinese è un vantaggio per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Ogni colpo agli operai cinesi è un colpo per tutti.
La lotta contro il capitalismo, al di là di ogni divisione nazionale, è l'unica frontiera del progresso storico nel mondo. L'unica da cui potrà nascere, per via rivoluzionaria, un mondo nuovo, liberato dal profitto e dai suoi orrori. L'unica frontiera di lotta che può strappare oltretutto, cammin facendo, conquiste parziali e risultati concreti per la maggioranza della società in fatto di tutele sociali e ambientali.

NO AL TTIP! NO ALLA SEGRETEZZA DEI NEGOZIATI, ALLE SPALLE DEI LAVORATORI, IN EUROPA E IN AMERICA!

PER L'ABOLIZIONE DEL SEGRETO COMMERCIALE E INDUSTRIALE!
PER LA TUTELA DEI LAVORATORI, DEI CONSUMATORI, DELL'AMBIENTE, CONTRO IL CINISMO DELLE MULTINAZIONALI!
PER UNA ECONOMIA LIBERATA DAL CAPITALISMO , MIRATA ALLA SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI SOCIALI NON DEL PROFITTO !


www.pclavoratori.it info@pclavoratori.it