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giovedì 8 ottobre 2020

UN GATTOPARDO PER DECRETO

 

Il salvinismo senza Salvini

 


 

 

È un po' la solita solfa gattopardesca: il nuovo decreto sicurezza varato in questi giorni dal governo vorrebbe apparentemente avere grande impatto progressista, giustificando la discontinuità da Salvini, ma così non è. Vediamo.

 Una questione su tutte riguarda le navi delle ONG. Non ci saranno le grandi multe ideate da Salvini per le navi che violino il divieto di ingresso imposto dall’ex ministro nelle acque territoriali italiane (la questione verrà rimandata in ultima istanza al ministero) e le sanzioni torneranno quelle ante Salvini del codice della navigazione (tra 10 mila e 50 mila euro), ma potranno essere decise, grazie alla trasformazione del reato da amministrativo a penale, solo da un giudice a fine processo.

Altro aspetto negativo è la modifica all’articolo 2 del decreto («Disposizioni in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale») che prevede per questa riforma un ulteriore appesantimento al diritto di asilo, ovvero avranno la possibilità di chiedere il diritto di asilo solo i migranti presenti nei “centri d’accoglienza”, invece per i migranti soccorsi in mare la richiesta è nei fatti respinta.

La politica di questo governo è sempre la medesima di tutti i governi sia di centrodestra che di centrosinistra; la musica è sempre la stessa, lo stesso è lo spartito di Minniti e Salvini, ovvero la criminalizzazione del soccorso in mare.

Migranti che fuggono da situazioni di guerra, migranti che fuggono dall'ipersfruttamento del capitalismo italiano, tedesco, cinese ecc. trovano qui invece che una dovuta accoglienza umana, un vero e proprio muro fatto di assenza di empatia. Insomma, si cambia tutto per non cambiare nulla.

 

Partito Comunista dei Lavoratori

mercoledì 7 ottobre 2020

MARCO FERRANDO - CONTRO LA REPRESSIONE, UNITÀ DI CLASSE! (MODENA, 03/10/20)

Il compagno Marco Ferrando interviene alla manifestazione in difesa delle operaie e degli operai di Modena che stanno subendo la persecuzione giudiziaria direttamente funzionale agli interessi padronali 

 

venerdì 2 ottobre 2020

CONTRO SFRUTTAMENTO, SESSISMO E REPRESSIONE

 

Si è costituito il "Comitato 23 settembre"

A partire dal presidio del 23 settembre a Bologna, in occasione dell'inizio del processo all'assassino di Atika Gharib, le compagne di diverse organizzazioni sindacali e politiche e di realtà di lotta presenti hanno deciso di organizzarsi nel Comitato 23 settembre.

 

Nel corso delle iniziative legate al percorso di costruzione dell’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici combattive che si è svolta a Bologna domenica 27 settembre le compagne si sono impegnate non solo ad affrontare in assemblea le tematiche dell’oppressione delle lavoratrici e delle donne sfruttate, ma anche a portare in questo percorso la lotta contro gli elementi dell'oppressione sistemica che le donne subiscono, a partire da un impianto classista e anticapitalista che indichi la necessità di unire questa lotta a tutte le lotte delle classi subalterne, per l'abbattimento definitivo del capitalismo e del patriarcato.

 

In vista della manifestazione di Modena del 3 ottobre contro la repressione si è quindi deciso di formare uno spezzone di compagne appartenenti a diverse realtà sindacali, politiche e di movimento e qui pubblichiamo il volantino che le compagne porteranno in questa occasione.

 

 

Partito Comunista dei Lavoratori 

Commissione donne e altre oppressioni di genere

 


 

CONTRO LA REPRESSIONE UNITA' DI CLASSE!!

giovedì 1 ottobre 2020

ITALPIZZA: ALTRI 53 IMPUTATI

 


3 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MODENA

Il concentramento è previsto per le 14, 30 presso il largo S. Agostino nel centro di Modena.


 

Avevano annunciato la conclusione delle indagini per 67 compagne e compagni per il maxi-processo Italpizza. Oggi arriva una seconda tranche, con accuse per altre 53 persone, portando così il numero di indagati modenesi a 120 per la sola vertenza Italpizza.

 

Il numero di procedimenti penali per gli scioperi nel modenese supera così i 450, una cifra incredibile, senza paragoni in Italia, che mostra chiaramente la volontà di fermare le lotte operaie in un territorio dove istituzioni, malavita e affari sono talmente intrecciati da sembrare indistinguibili. 

È chiaro che a Modena sono in corso le prove generali di una repressione che poi verrà replicata nel resto del paese. 

Non possiamo permetterlo.