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mercoledì 24 giugno 2015
“COMUNISMO”... CAPITALISTA O CAPITALISMO... “COMUNISTA”?
Sulle pagine de Il Manifesto si è annunciata l'ennesima variante di “Costituente Comunista”. Promotori dell'operazione il PDCI, ora PCdI, guidato da Fausto Sorini, e una componente interna all'area grassiana del PRC guidata da Steri.
“Questo progetto gode della fiducia, della simpatia e del sostegno della più parte delle forze che oggi compongono il movimento comunista e rivoluzionario nel mondo, a partire dai partiti comunisti dei BRICS”: così assicura, con squillo di fanfare, il testo annuncio della “costituente”. Qual'è il principale paese dei BRICS? Naturalmente la Cina, guidata dal “PCC”. .
Non è la prima volta che l'”unità dei comunisti” viene sbandierata come mozione di richiamo. Ogni volta mascherando dietro questa enunciazione accattivante tutto ciò che non ha niente a che spartire col comunismo. Basti pensare alla auto celebrazione di Rifondazione come tempio dell'”unità comunista” combinata con la ciclica corsa ai ministeri dei suoi gruppi dirigenti e col loro sostegno alle politiche di rapina contro il lavoro a vantaggio del capitale finanziario. .
Tuttavia qui siamo davvero in presenza di una novità reale. E' infatti la prima volta che si propone di fondare “l'unità dei comunisti”... sul richiamo al Partito Comunista Cinese. Non sul richiamo al partito stalinista di Mao, come potrebbe pensare qualcuno. Ma sul richiamo all'attuale partito al potere (totalitario) della grande potenza capitalista cinese. Espressione e scudo di una nuova borghesia di papaveri miliardari. Garante dello sfruttamento brutale di centinaia di milioni di operai nel proprio paese. Protagonista di una gigantesca proiezione imperialistica dei propri interessi su scala planetaria, a partire dall'Africa. Promotrice di una grande corsa militarista in Asia, in contrasto con gli imperialismi rivali a partire dal Giappone.
La domanda è semplice: cosa ha a che vedere il comunismo con tutto questo? Naturalmente nulla. Eppure è proprio su questa filiazione internazionale con Pechino che si fonda l'operazione in questione. “La collocazione internazionalista affine” contro ogni “debolezza ideologica” è infatti indicata esplicitamente come l'architrave della costituente. Non come una posizione tra le altre, per quanto abnorme, ma proprio come suo fondamento. Peraltro non da oggi Fausto Sorini ha assunto il PCC come proprio partito guida. .
Che dire. Siamo alla fase della malattia senile dello stalinismo. Quella del capitalismo.. “comunista” o del “comunismo”.. capitalista. Forze che in passato assunsero a riferimento la burocrazia stalinista di Mosca, quando alla testa di uno Stato operaio tradiva la Rivoluzione d'Ottobre e la rivoluzione internazionale, plaudono oggi al partito erede dello stalinismo cinese quando si pone alla testa di un grande capitalismo restaurato contro i propri operai e i popoli oppressi del mondo. C'è una logica: ieri come oggi la rimozione di ogni principio di classe, di ogni internazionalismo classista, di ogni programma.comunista.
Sarebbe questa la “costituente comunista”? Non le mancherà - non dubitiamo - “la fiducia, la simpatia, il sostegno” del PCC e dei suoi miliardari, come assicurano i suoi promotori. Di certo non avrà il sostegno dei comunisti. .
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
martedì 16 giugno 2015
PROPOSTA E POLITICA DEL FRONTE UNICO
La prospettiva del governo dei lavoratori implica una politica di massa. Non l'auto recinzione settaria dei rivoluzionari. Ma la lotta per conquistare le masse, e innanzitutto l’avanguardia, alla prospettiva della rivoluzione.
La politica leninista del “fronte unico” è parte di questa politica di massa. Essa ha una base oggettiva: la necessità di unire i lavoratori e attorno ad essi tutti gli sfruttati, in contrapposizione alle classi dominanti. Questa esigenza è tanto più stringente in un quadro di grande crisi, di offensiva contro il lavoro, di unità di tutti i partiti padronali in questa offensiva, di nuove pericolose tendenze reazionarie.
Sulla base di questa esigenza avanziamo una proposta incalzante di fronte unico di lotta all'insieme della sinistra. A differenza che in altri paesi europei, in Italia l’attuale assenza di una rappresentanza politica maggioritaria del movimento operaio e la riduzione della sinistra politica ad un arco di forze molto modesto, non consente di tradurre la proposta di fronte unico in una esplicita formula politica direttamente leggibile a livello di massa. Per questo la proposta di fronte unico mantiene ad oggi un carattere generale e indeterminato: come proposta rivolta a “tutte le sinistre politiche, sindacali, associative, di movimento” perché uniscano le forze in una azione di difesa dei lavoratori; rompano ogni collaborazione col padronato e i suoi partiti; sviluppino un piano di mobilitazione di massa unitaria e radicale, proporzionale all'attacco delle forze dominanti; in ultima analisi si battano per una alternativa politica anticapitalista.
Questa politica leninista ha un risvolto tattico importante: entrare nelle contraddizioni tra i gruppi dirigenti del movimento operaio e i settori più avanzati e combattivi della loro base di massa; sviluppare la loro attenzione verso la proposta dei rivoluzionari; estendere la conoscenza e influenza della proposta dei rivoluzionari all'interno del movimento operaio, per costruire una sua direzione alternativa, che è il fattore decisivo per lo sviluppo e il successo della prospettiva di rivoluzione.
Al tempo stesso la politica di fronte unico non si limita ad un'azione di propaganda, per quanto fondamentale, ma dentro questo orizzonte generale, si traduce in azione politica:
a)nella partecipazione, col proprio programma, ad ogni movimento o scadenza di lotta che abbia carattere progressivo, al di là dei limiti politici della sua piattaforma e della natura delle forze promotrici.
b) nella critica costante alla frammentazione delle scadenze di lotta e mobilitazione, dovuta a logiche di concorrenza, veti reciproci, primogeniture, tanto frequente nella prassi di forze riformiste e centriste, politiche e sindacali.
c) in accordi di unità d'azione con altre sinistre su obiettivi parziali comuni, al di là delle contraddizioni dei nostri temporanei alleati.
L'essenziale è non confondere mai una espressione, anche organizzata, di unità d'azione su specifici obiettivi con un soggetto politico comune, o concepirla come un accordo di cartello, escludente a priori altri soggetti e componenti del movimento operaio.
Per noi ogni espressione di fronte unico va concepita come tassello particolare della proposta generale di fronte unico anticapitalistico. Per i rivoluzionari la bussola di riferimento è sempre l'interesse generale del movimento operaio, nella prospettiva della rivoluzione.
La proposta di fronte unico anticapitalistico, e la politica di fronte unico, si accompagna ad una nostra proposta di svolta del movimento operaio, in direzione della piena autonomia di classe e sul terreno della azione di classe.
La proposta di fronte unico di classe è inseparabile dalla contrapposizione alla borghesia, ai suoi governi, ai suoi partiti.
PAVIA- Via LUCIANO MANARA
in caso di pioggia via Indipendenza (davanti alla A.S.L)
INCONTRO CON IL
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Verrà distribuito materiale informativo e
“UNITÀ DI CLASSE” il Giornale Comunista dei Lavoratori
Partito Comunista dei lavoratori
Pavia sez. “ Tiziano Bagarolo “
giovedì 11 giugno 2015
Gruppo Whirlpool: sciopero di 8 ore e manifestazione nazionale a Comerio (Varese) il 12 giugno 2015
Da Nord a Sud: no alle chiusure, per la difesa dell'occupazione
CONTRO LE CHIUSURE E LICENZIAMENTI ALLA WHIRPOOL CONTRO IL GRAVE ATTACCO DELLA NUOVA DIRIGENZA SERVE L’UNITA’ DEI LAVORATORI E RISPOSTE RIVOLUZIONARIE
Purtroppo lo avevamo predetto: nonostante i proclami del Governo e le promesse dei vertici della multinazionale Whirpool, oggi si chiudono gli stabilimenti Whirpool e si licenziano centinaia di lavoratori. I vertici sindacali hanno creduto (o fatto finta di credere) al vago e fumoso piano industriale presentato a suo tempo ed hanno “disinnescato” la mobilitazione generale, nel silenzio di quasi tutta la presunta sinistra radicale. Ora che si sono svelati i veri piani della multinazionale serve la più totale unità di tutti i lavoratori per una mobilitazione di massa e radicale in tutti gli stabilimenti ed uffici Indesit d’Italia. Bisogna costruire scioperi ad oltranza ed occupazioni
1)NO INCONDIZIONATO ALLA RIDUZIONE DEI POSTI DI LAVORO, LICENZIAMENTI, MOBILITA’
2)NO ALLA CHIUSURA DEGLI IMPIANTI PRESENTI SUL TERRITORIO ED ALLA DELOCALIZZAZIONE
3)DIVISIONE DEL LAVORO ESISTENTE TRA TUTTI I LAVORATORI A PARITA’ DI SALARIO
OCCUPAZIONE E NAZIONALIZZAZIONE DEGLI STABILIMENTI, SOTTO CONTROLLO OPERAIO E SENZA INDENNIZZO
L’ABROGAZIONE DEL JOBS ACT, ENNESSIMO REGALO A CONFINDUSTIA DEL GOVERNO RENZI
LA RIPRESA DI UNA LOTTA OPERAIA CHE PORTI AD UNO SCIOPERO GENERALE PROLUNGATO
Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione di varese
COMUNICATO STAMPA
Purtroppo lo avevamo predetto: nonostante i proclami del Governo e le promesse dei vertici della multinazionale Whirpool, oggi si chiudono gli stabilimenti Whirpool e si licenziano centinaia di lavoratori. I vertici sindacali hanno creduto (o fatto finta di credere) al vago e fumoso piano industriale presentato a suo tempo ed hanno “disinnescato” la mobilitazione generale, nel silenzio di quasi tutta la presunta sinistra radicale. Ora che si sono svelati i veri piani della multinazionale serve la più totale unità di tutti i lavoratori per una mobilitazione di massa e radicale in tutti gli stabilimenti ed uffici Indesit d’Italia. Bisogna costruire scioperi ad oltranza ed occupazioni
Il Partito Comunista dei Lavoratori CHIEDE:
2)NO ALLA CHIUSURA DEGLI IMPIANTI PRESENTI SUL TERRITORIO ED ALLA DELOCALIZZAZIONE
3)DIVISIONE DEL LAVORO ESISTENTE TRA TUTTI I LAVORATORI A PARITA’ DI SALARIO
OCCUPAZIONE E NAZIONALIZZAZIONE DEGLI STABILIMENTI, SOTTO CONTROLLO OPERAIO E SENZA INDENNIZZO
L’ABROGAZIONE DEL JOBS ACT, ENNESSIMO REGALO A CONFINDUSTIA DEL GOVERNO RENZI
LA RIPRESA DI UNA LOTTA OPERAIA CHE PORTI AD UNO SCIOPERO GENERALE PROLUNGATO
Partito Comunista dei Lavoratori
Sezione di varese
martedì 9 giugno 2015
IL GOVERNATORE VERDE/NERO
Partiti razzisti e/o apertamente fascisti , che secondo la Costituzione degli stessi padroni dovrebbero essere illegali, vogliono dettare le regole delle politiche per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Il governatore della Lombardia Maroni abbraccia a pieno titolo le idee di Salvini e minaccia i Sindaci dei comuni lombardi, con il taglio dei fondi regionali, se continueranno ad ospitare i migranti in fuga dai conflitti e violenze.
Masse di uomini, donne e bambini costretti/e ad abbandonare le loro terre di origine devastate dagli orrori più catastrofici del capitalismo: guerra, fame e miseria.
Bisogna combattere, quotidianamente, il razzismo e l’indifferenza, figli di una cultura degradante perpetrata da mezzi di comunicazione del sistema borghese.
Rifiutiamo queste barbare logiche dei padroni, che vogliono creare le guerre fra poveri.
Il movimento operaio scacci qualsiasi forma di fascismo e razzismo dai propri ambiti di organizzazione.
.
In caso di pioggia via Indipendenza (davanti ASL)
INCONTRO CON
IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
verrà distribuito materiale informativo e
“UNITÀ DI CLASSE” il Giornale comunista dei lavoratori.
Pavia sez. “ Tiziano Bagarolo “
domenica 7 giugno 2015
NUOVA SEZIONE A BRESCIA DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Nasce ufficialmente anche a Brescia il Partito Comunista dei lavoratori che fonda la propria azione politica sulla base del marxismo rivoluzionario, a partire da quattro linee di indirizzo generali:
1. l’opposizione alle classi dominanti, siano essi di centrodestra o di centrosinistra;
2. la prospettiva di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici che abolisca il modo di produzione capitalistico e riorganizzi la società su basi socialiste;
3. il collegamento costante tra gli obiettivi di lotta immediati e la prospettiva di fondo dell’alternativa anticapitalista;
4. la prospettiva di un’alternativa socialista internazionale, quindi di un’organizzazione rivoluzionaria internazionale dei lavoratori.
Il Partito Comunista dei Lavoratori mira alla costruzione di un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e sulla loro forza, che restituisca al lavoro i suoi diritti, nazionalizzi le banche senza indennizzo per i grandi azionisti, espropri i capitalisti che licenziano gli operai, ripartisca il lavoro fra tutti a parità di paga, in modo che tutti abbiano un lavoro. Un’alternativa realizzabile solo attraverso l’unità di lavoratori, disoccupati, precari. C’è più che mai bisogno di una sinistra che sviluppi la coscienza dei lavoratori, dica loro la verità smentendo quei partiti che, pur definendosi di sinistra, hanno fatto per anni le ruote di scorta del PD in cambio di ministeri o assessorati. Il PCL vuole dare a tutti i lavoratori il partito che non hanno mai avuto, un partito rivoluzionario di cui fidarsi, che non li venda, radicato in ogni lotta, in ogni movimento, in ogni sindacato classista.
DIRITTO AL LAVORO
La riforma del lavoro del governo Renzi rappresenta una vera e propria dichiarazione di guerra contro i lavoratori, una violenta aggressione che combina la possibilità indiscriminata di licenziare con la liberalizzazione dei contratti a termine. Un’estensione, quindi, del precariato a tutti i lavoratori, giovani o anziani che siano. Come PCL proponiamo un unico fronte di lotta in aperta contrapposizione a governo e padroni. Una mobilitazione di massa che affermi la centralità della lotta di classe quale leva decisiva di un blocco so¬ciale alternativo e di un’alternativa anticapitalista.
DIRITTO ALLA CASA
Il Partito comunista dei Lavoratori appoggia la lotta per il diritto alla casa lanciando un appello a tutte le organizzazioni presenti sul territorio, a tutti coloro che vivono il dramma della privazione di una casa dignitosa, per bloccare sfratti e sgomberi attraverso l’au-torganizzazione, la resistenza e l’occupazione degli edifici vuoti di società, enti, banche e immobiliari.
AMBIENTE
In nome del profitto il capitalismo si è reso colpevole di devastazioni ambientali con conseguenze drammatiche sulla salute dei cittadini. In particolare, il PCL dice basta a speculazioni, sprechi e grandi opere pubbliche inutili (come la TAV). L’emergenza am-bientale richiede con urgenza un radicale cambio di marcia, un nuovo paradigma che metta al centro il benessere e la salute delle persone.
IMMIGRAZIONE
La strage di oltre 700 migranti in acque libiche misura l’enormità di quanto sta accadendo in fatto di migrazione. Ma anche l’incapacità del capitalismo di risolvere i problemi che esso stesso crea. Il PCL dice no ai respingimenti, nell’ottica di un piano d’accoglienza dignitosa e di una libera circolazione dei migranti in Europa. Basta con le leggi anti-migranti, basta con le discriminazioni in nome di una parità di diritti tra lavoratori europei e migranti.
Pcl Brescia
Sez CLARA ZETKIN
giovedì 4 giugno 2015
lunedì 1 giugno 2015
PRESIDIO ANTIFASCISTA A MERATE (LECCO)
Pcl presente nel pomeriggio a Merate al presidio antifascista contro casapound.
I fascisti questa mattina hanno raccolto cibo per gli italiani poveri.
Una mossa demagogica e ipocrita.
Oggi infatti i neofascisti si alleano con un partito, la Lega di Salvini, responsabile per vent'anni del mal governo in Italia.
Ieri erano i loro antenati a vessare gli italiani, affamandoli con la guerra e la regolamentazione delle derrate alimentare.
Su tutte valgono gli scioperi per il pane a Roma, sedati nel sangue dagli uomini in nero.
Nota molto positiva in piazza c'erano molti lavoratori immigrati, tutti uniti a dire che il vero nemico è il capitale!
PCL Monza Brianza
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