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martedì 17 febbraio 2015

NO ALL' INTERVENTO IMPERIALISTA IN LIBIA



Con l'annuncio di un intervento militare in Libia il governo trasformista di Matteo Renzi ritorna sulle orme del governo trasformista di Giolitti.

Allora la guerra di Libia fu presentata come “missione democratica e civilizzatrice”.
Oggi il “blocco dell'immigrazione”, la “sicurezza delle risorse energetiche”, il “contrasto dell'ISIS” sono e saranno le bandiere “popolari” con cui giustificare l'intervento. Ma sotto la confezione propagandistica si celano altri scopi. Renzi cerca in Libia una medaglia da esibire in Europa, nelle relazioni negoziali con la UE. Cerca la via per scalzare definitivamente le ambizioni concorrenti della Francia in Nord Africa in funzione del primato italiano. Cerca di consolidare le relazioni privilegiate dell'Italia col regime militare egiziano, anch'esso interessato alla “pacificazione” della Libia. Cerca un posto al sole nella diplomazia internazionale e nella Nato con cui compensare la freddezza italiana sulla partita ucraina. Cerca infine sul fronte interno una leva di “unità nazionale” con cui cementare il partito della Nazione.

E' necessaria una campagna di demistificazione dell'interventismo italiano in Libia.

Siamo nemici irriducibili del fascismo islamico dell'ISIS. Ma lo siamo dal versante dei combattenti kurdi, dei diritti palestinesi, dell'emancipazione della nazione araba contro l'imperialismo e il sionismo. Non certo dal versante imperialista delle vecchie potenze coloniali, oltretutto prime responsabili, dirette e indirette, dell' ascesa dell'ISIS in Medio Oriente.

Facciamo appello a tutte le sinistre per una mobilitazione unitaria contro l'intervento imperialista dell'Italia in Libia, che sia esso coperto o meno dall'ipocrisia dell'ONU.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

venerdì 13 febbraio 2015

CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 2015 DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI



Guardiamo in faccia la realtà.
Per trent’anni le classi dirigenti d'Europa hanno imposto ovunque enormi sacrifici sociali , con l'argomento che avrebbero garantito un futuro migliore ai “giovani”. E' accaduto l'opposto. Le nuove generazioni sono state condannate al precariato, i loro diritti negati, le loro future pensioni distrutte, mentre capitalisti e banchieri si sono arricchiti per decenni come mai in precedenza.

Oggi, di fronte alla grande crisi del capitalismo , le stesse classi responsabili della bancarotta chiedono alle proprie vittime sacrifici ancor più pesanti, con l'argomento che assicureranno l' “uscita dalla crisi” e il “futuro dell'Europa”. Accade l'opposto. Dopo sette anni la crisi permane , l'Unione Europea delle banche si avvita nella recessione, mentre sprofondano le condizioni di vita dei salariati e di larga parte della popolazione.

La verità è che solo una rivoluzione sociale può fare pulizia. 

Perché solo una rivoluzione sociale può rovesciare la dittatura degli industriali, delle banche, delle compagnie di assicurazione, con quel groviglio inestricabile di sfruttamento, speculazione, corruzione, che domina la vita sociale in ogni suo aspetto , sotto ogni governo, in ogni paese capitalista.


Aderire al PCL significa rafforzare questo lavoro e prospettiva. 

Costruirlo, in ogni lotta, è il nostro impegno. Salvaguardare la sua autonomia, estendere le sue radici sociali, organizzare nelle sue fila i lavoratori e i giovani più coscienti, sviluppare la loro formazione, significa lavorare concretamente per il futuro della rivoluzione. Al fianco dei marxisti rivoluzionari di tutto il mondo, nel lavoro di ricostruzione della Quarta Internazionale.


Partito Comunista dei Lavoratori

lunedì 2 febbraio 2015

E' uscito il numero di gennaio-febbraio de "UNITA' DI CLASSE" (giornale comunista dei lavoratori)



Indice di questo numero:

 _Editoriale "Lottare per tornare a vincere" di Marco Ferrando
 _"Ecco UNITA' DI CLASSE giornale comunista dei lavoratori" di Michele Terra
 _"PCL Taranto: una forza rivoluzionaria non solo per la città dei due mari ma per il sud", intervista ai       compagni della sezione tarantina e del PCL Puglia, di Fabrizio Montuori
 _"Dopo l'autunno tiepido, la burocrazia sindacale al bivio", intervista a Francesco Doro (comitato centrale FIOM-CGIL), di Antonino Marceca
 _"Per un'alternativa rivoluzionaria in Grecia" di Marco Ferrando
 _Recensione de "L'Italia dopo l'Italia" di Perry Anderson, a cura di Michele Terra
 _"La Cina del 'grande timoniere' " di Francesco Grisolia (seconda parte)
 _"Affari, neofascismo e criminalità all'ombra del cupolone" di Piero Nobili
 _"Il 'nuovo' volto di Israele" di Ruggero Rognoni
 _"Il diritto alla salute nell'era Renzi" di Pier Paolo Duchini
 _"10,100,1000... Charlie Hebdo" di Michele Terra

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI