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mercoledì 28 febbraio 2018

MILITANTI SINDACALI PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA

APPELLO DI MILITANTI SINDACALI PER IL VOTO A FAVORE DELLE LISTE DI “PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA”


Da decenni le conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici, i loro diritti, il loro salario, la loro salute sono sotto costante attacco. Lo stesso vale per gli altri settori oppressi, dai giovani ai pensionati e pensionate, al popolo povero in particolare del meridione d’Italia. Le lavoratrici vedono peggiorare la loro condizione dentro e fuori dai posti di lavoro, e su di loro ricadono le conseguenze peggiori dello smantellamento dei servizi pubblici, dai nidi alla scuola e alla sanità pubbliche. Si sviluppano sistematiche campagne razziste contro i migranti per dividere i lavoratori e gli oppressi. Questi processi, in corso già da decenni, hanno avuto una pesante accelerazione a partire dalla crisi mondiale del capitalismo scoppiata nel 2008. Anche nel nostro paese abbiamo visto attaccare le grandi conquiste realizzate dai lavoratori e dalle lavoratrici con le loro grandi lotte, in particolare degli anni ’60 e ’70. Rispetto a questa offensiva i lavoratori e le lavoratrici non hanno visto la sinistra ufficiale, politica e sindacale, ergersi a difesa dei loro interessi. Al contrario hanno visto i riformisti di tutti i tipi complici e addirittura attori della offensiva del capitale. Centrodestra e centrosinistra si sono alternati nell’applicare queste politiche, spesso con i governi di centrosinistra addirittura più zelanti di quelli di destra nell’applicare le politiche volute dal grande capitale. Flessibilità e precarizzazione selvagge (pacchetto Treu e legge Biagi-Maroni), distruzione del sistema pensionistico, privatizzazioni a tappeto, aziendalizzazione di scuole e università, leggi liberticide contro i migranti (Turco-Napolitano, legge Bossi-Fini), partecipazione a guerre imperialiste (Jugoslavia, Afghanistan, Iraq) e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Questo riguarda anche la Lega, che oggi si erge a paladina dei diritti dei lavoratori mentre ha la responsabilità diretta delle controriforme delle pensioni (riforma Dini, “scalone” Maroni), della precarietà, del primo attacco all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, del famigerato “collegato lavoro” di Sacconi, che sancisce la derogabilità dei contratti nazionali, solo per citare alcuni esempi. Con i governi Monti, e poi Letta-Renzi-Gentiloni, il PD ha poi sigillato e rilanciato all’ennesima potenza l’offensiva padronale. Di fronte a ciò le direzioni delle grandi organizzazioni sindacali hanno oscillato tra complicità e accettazione passiva. Non parliamo della CISL, vero e proprio sindacato padronale, ma anche della CGIL. La risposta alla riforma Fornero con l’incredibile “sciopericchio” di sole tre ore è la rappresentazione emblematica di quanto detto. Gravissima poi è stata la responsabilità di avere abbandonato la lotta contro il Jobs Act e contro la Buona scuola, che pure aveva mostrato un potenziale di massa nelle mobilitazioni dell’autunno 2014 e primavera 2015. Come lavoratori e militanti sindacali ci siamo impegnati in questi anni a contrastare questa deriva, e nell’opporci a una lunga serie di contratti bidone che hanno fatto ulteriormente arretrare la condizione nei luoghi di lavoro. Questa politica delle organizzazioni politiche e sindacali della sinistra riformista ha colpito duramente il movimento popolare permettendo lo sviluppo all’interno della classe della falsa e reazionaria risposta di organizzazione come la Lega o il Movimento 5 Stelle. È giunto il momento di prospettare, anche approfittando della scadenza elettorale, una vera alternativa a questa situazione. Una alternativa non basata sull’eterna riproposizione delle utopie antiliberiste (già più volte sconfitte nella partecipazione della sinistra “radicale” – PRC, PCI – alle coalizioni di centrosinistra, appoggiando misure come il pacchetto Treu, gli sgravi fiscali massicci al padronato e le missioni di guerra), ma sul richiamo ad una prospettiva anticapitalista, rivoluzionaria e socialista. Per questi motivi salutiamo con favore e sosterremo la presentazione della lista “Per una sinistra rivoluzionaria”, che indicando una serie di obbiettivi immediati e transitori nel proprio programma ci pare rispondere alle esigenze della situazione. Positiva è anche la scelta di presentare lavoratori e lavoratrici anche di diverse esperienze sindacali che in questi anni sono stati impegnati in prima persona nelle fabbriche e nelle aziende nelle battaglie sindacali e politiche prima ricordate. Porre rivendicazioni come la riduzione massiccia dell’orario di lavoro a parità di salario e l’abolizione di tutte le leggi di flessibilità per garantire a tutti e tutte un lavoro dignitoso a tempo indeterminato; la nazionalizzazione senza indennizzo delle grandi aziende che licenziano o inquinano; l’annullamento del debito pubblico verso le banche, ricavando molte decine di miliardi da utilizzare per la spesa pubblica; la nazionalizzazione senza indennizzo del sistema bancario e finanziario; e infine la prospettiva alternativa a tutte le combinazioni governative borghesi di un governo dei lavoratori; tutto ciò pone una prospettiva in cui ci riconosciamo. Per questo, pensando così di essere coerenti con la nostra battaglia di sindacalisti e sindacaliste classisti/e, invitiamo gli iscritti e le iscritte alle organizzazioni sindacali e più in generale i lavoratori e le lavoratrici a sostenere col proprio voto nelle prossime elezioni politiche le liste di “Per una sinistra rivoluzionaria”.

 Firmatari:

Domenico Loffredo (operaio Fca Pomigliano Napoli Fiom-Cgil) Luigi Sorge (operaio Fca Cassino Fiom-Cgil) Giuseppe Violante (delegato Fiom-Cgil Maserati Modena) Matteo Parlati (delegato Fiom-Cgil Ferrari Modena) Daniele Debetto (delegato Filcea-CGIL Pirelli Settimo Torinese) Simona Leri (delegata Filcams-Cgil Coop Alleanza 3.0 Modena) Donatella Ascoli (delegata Filcams-Cgil Musei Civici Veneziani-Venezia Dir Cgil Veneto) Stefano Fontana (Fincantieri Marghera Dir Fiom -Cgil Venezia) Davide Ledda (delegato Fiom-Cgil Cft Parma) Alessandra Pierosara (Dir. Nazionale Fillea Cgil Socia-lavoratrice D'Esi Società Cooperativa Azienda recuperata dai lavoratori) Enrico Pellegrini (delegato Filcams-Cgil Musei Civici Veneziani Dir Cgil Venezia) Arianna Manicini (delegata Sanità Usb Roma) Antonio Forlano (delegato Filt-Cgil Ups Milano) Crescenzo Papale (delegato DP Ancona Agenzia Entrate USB Pubblico Impiego) Luca Ibattici (delegato Fiom-Cgil Spal Reggio Emilia) Laura Parozzi (delegata Filt-Cgil Ups Vimodrone Milano) Mario Iavazzi (Direttivo nazionale Cgil) Luca Scacchi (Direttivo nazionale Cgil) Paolo Brini (Comitato Centrale Fiom-Cgil) Francesco Doro (Comitato Centrale Fiom-Cgil) Paolo Grassi (Dir. Naz Nidil-Cgil) Franco Grisolia (Comitato nazionale di garanzia Cgil) Margherita Colella (Dir. Naz Flc-Cgil) Alfonsina Palumbo (Dir. Nazionale Fisac-Cgil) Francesco Durante (Dir. Nazionale Fisac-Cgil) Daniele Prampolini (Dir.Fiom Modena) Piero Ficiarà (Dir.Fiom-Cgil Modena) Luca Acquarico (Dir. Fiom-Cgil Modena) Luca Paltrinieri (delegato Fiom-Cgil Netscout Modena) Giuseppe Faillace (delegato Fiom-Cgil Motovario Modena) Davide Bacchelli (delegato Fiom-Cgil Ima Bologna) Gianplacido Ottaviano (delegato Fiom-Cgil Bonfiglioli Bologna) Gian Pietro Montanari (delegato Fiom-Cgil Toyota Bologna) Domenico Minadeo (delegato Fiom Metaltarghe Bologna) Massimo Pieri (delegato Fiom Tas spa Casalecchio di Reno, Bologna) Giuseppe Gomini (delegato Fiom-Cgil Ducati Bologna) Davide Tognioni (delegato FP-Cgil Comune di Rolo Reggio Emilia) Ilic Vezzosi (Dir. Cgil Reggio Emilia) Marco Paterlini (delegato FP-Cgil L'Olmo Reggio Emilia) Marco Mussini (Dir. Fiom-Cgil Reggio Emilia) Ermanno Lorenzoni (Dir. Emilia Romagna SGB) Manfredi Storaci (Dir. Emilia Romagna SGB) Antonino Marceca (Dir. Funzione Pubblica-Cgil Veneto) Gianbattista Mineni (Dir. CGIL Veneto) Stefano D’Intinosante (delegato Fiom-Cgil Somec) Alessandro Busetto (segretario provinciale CUB Venezia, delegato Università Ca’ Foscari) Fabio Basso (Dir. Fiom-Cgil Venezia Fincantieri Marghera) Angelo Raimondi (delegato Filcams-Cgil Esselunga Corbetta-Milano) Cinzia Crespi (delegata Filt-Cgil Ups Vimodrone Milano) Joan Valdiviezo (delegato Filt-Cgil Italgroup cantiere; Ups Milano) Jeisson Zuniga (delegato Filt-Cgil Planet Cantiere Ups Milano) Luca Pezza (delegato Filctem-Cgil Michelin Milano) Francesca Esposito (lavoratrice Atm Milano iscritta Filt-Cgil Atm) Giovanna Benites (lavoratrice Ospedale San Paolo iscritta Funzione pubblica-Cgil Milano) Francesco Serati (delegato Filt-Cgil Fast-Log Cantiere Ups Como) Barbara Lietti (delegata Funzione pubblica-Cgil Ospedale Sacco Milano) Andrea Galvagno (Coordinamento enti locali USB Piemonte) Lorenzo Mortara (delegato Fiom-Cgil YKK Vercelli) Diego Sabelli (delegato Elt Fiom-Cgil Roma) Alessio Sammartino (Dir. Filcams-Cgil Roma) Riccardo Spadano (delegato Consiglio Nazionale degli Ingegneri SGB Roma) Marco Di Pietrantonio (Dir. FP-Cgil Pescara) Ilaria Del Biondo (Dir. Nidil Cgil Pescara) Vincenzo Chianese (delegato Fiom-Cgil Ergom Napoli) Antonio Esposito (delegato Slc-Cgil Almaviva Napoli) Lidia Luzzaro (Dir. Nidil-Cgil Cosenza) Francesco De Simone (Dir Cgil Calabria) Giuseppe Siclari (Assemblea Generale Cgil Calabria) Emilio Damico (Dir Cgil- Camera del Lavoro Cosenza) Ercole Mastrocinque (delegato Slc-Cgil Poste Italiane) Antonio Pensabene (Dir. Fiom-Cgil Reggio Calabria) Michele Mililli (Dir. regionale Filcams-Cgil Ragusa)

 Per adesioni: redazione@marxismo.net, esecutivo@pclavoratori.it

venerdì 23 febbraio 2018

Comunicato di solidarietà con CS Magazzino 47 di Brescia



Il Partito Comunista dei lavoratori della Lombardia esprime la propria solidarietà ai compagni del Centro Sociale Magazzino 47 di Brescia, oggetto nella notte di un tentativo di incendio. Non vi è dubbio sulla natura dolosa dell'atto come notato dagli stessi Vigili del Fuoco né sulla responsabilità fascista dell'atto. Questo episodio si iscrive tra i tentativi che i vari gruppi neofascisti e razzisti provano a mettere in atto per seminare un clima di intimidazione ed odio razziale in particolare nella nostra regione. Il Partito Comunista dei lavoratori ritiene necessario chiudere ogni spazio di agibilità politica ai gruppi fascisti attraverso un'iniziativa unitaria e di massa.
Per questo proponiamo a tutte le organizzazioni del movimento operaio e sindacale, a tutte le organizzazioni antifasciste e antirazziste, di promuovere unitariamente l'occupazione preventiva delle piazze prenotate dai comizi fascisti, e concesse dalle autorità locali, per contrastarne dichiaratamente lo svolgimento. È la via di un fronte unico di massa che si assuma la responsabilità di chiudere il varco ai fascisti. Le grandi organizzazioni di massa antifasciste, sindacali e associative, non possono sottrarsi a questa responsabilità per subordinarsi al PD, come è accaduto con la diserzione della manifestazione di Macerata. Debbono assumersela apertamente e pubblicamente.


Partito Comunista dei lavoratori, Coordinamento regionale lombardo.

Ferrando: "CasaPound e Forza Nuova vanno messe fuori legge"

Da ‘La Repubblica del 23.02.2018.



Dal "teppismo politico" alla nuova frontiera dei diritti dei lavoratori, ecco la versione del leader di Sinistra rivoluzionaria. "Faccio una proposta all'Anpi: occupiamo preventivamente le piazze prenotate dai neofascisti"
di PAOLO G. BRERA


Da Lotta comunista al Gruppo bolscevico comunista, dalla Lega comunista rivoluzionaria a Democrazia proletaria: il compagno Marco Ferrando - leader di Sinistra rivoluzionaria - uomo "di lotta" lo è sempre stato; ma per un breve momento della sua vita è stato a un passo dall'essere pure "di governo". Finì in lista con Rifondazione, lo buttò fuori Bertinotti dopo un'intervista in cui sostenne il diritto degli iracheni alla lotta armata: avevano appena ucciso 25 italiani a Nassiriya...

Ferrando: ma lo sa che dopo tante battaglie voi comunisti trotskisti siete rimasti gli unici ad avere la parola "sinistra" nel simbolo?
"E' un dato di fatto, sì. Con la candidatura di Grasso Leu è proiettata verso un governo del presidente, e ogni riferimento alla sinistra andava stretto; ma mi stupisco di come Fratoianni e il gruppo dirigente di Sinistra italiana abbia potuto accettare una subordinazione così secca. Quanto a Potere al popolo, che poi è Rifondazione in una veste nuova, mi sembra abbia un'impostazione populista di sinistra, fa grillismo sociale. Anche per loro il riferimento alla sinistra era ingombrante. Noi non abbiamo questo problema".

Che effetto le fa questo "teppismo politico" riaffiorato da Palermo a Perugia?
"E' il capitalismo che ha riportato molto indietro la società. Si è tornati a prima della rivoluzione russa: i razzismi e le xenofobie di un secolo fa; la ripresa di una competizione mondiale per la spartizione delle zone di influenza. Penso soprattutto all'arretramento spaventoso delle condizioni di lavoro: i braccialetti Amazon sono una metafora del lavoro schiavile. C'è la distruzione dei diritti sindacali: con la distruzione dell'articolo 18 il Pd ha realizzato il programma incompiuto di Berlusconi: dieci anni fa sarebbe stato impensabile, eppure è avvenuto. Oggi c'è il caso Embraco: la regressione del capitalismo è in atto".

Ha trascorso una vita in una sinistra poco condivisa, molto marginale. Bello non abbandonare le proprie opinioni, ma dal punto di vista della concretezza... Non si è stancato di starsene ai margini?
"No. Tutti quelli che hanno polemizzato con noi contro la marginalità hanno finito per compromettersi con le politiche dominanti. Potere al Popolo polemizza contro i trozkisti ma nell'ultimo governo Prodi, come Prc, in consiglio dei ministri ha votato la più grande detassazione dei profitti delle imprese e delle banche degli ultimi decenni. L'Ires è scesa dal 34 al 24%, per poi essere ulteriormente detassata da Renzi".

Tagliare le tasse alle imprese è male?
"Non c'è dubbio. Detassare le grandi ricchezze è una politica liberista che formalmente tutta la sinistra contesta. Però se contesti quando sei all'opposizione ma ambisci a governare il sistema... quando sei al governo fai le politiche di austerità. Il governo greco è esemplificativo: Tsipras, citato come un modello, sono due anni che gestisce le politiche della Troika in continuità. Non c'è maggiore marginalità di questo: se oggi la sinistra è al lumicino, lo è perché i suoi leader politici e sindacali si sono ciclicamente compromessi, e il loro popolo finisce per farsi catturare da politiche reazionarie come quelle di Salvini o del M5S".

Nei sondaggi volano Salvini e M5s, non il Pd e Leu ma nemmeno Sinistra rivoluzionaria... Non la fa arrabbiare?  
"Molto. E' il metro di misura politico del fallimento dei gruppi dirigenti della sinistra italiana. Noi indichiamo un'alternativa generale, anticapitalistica".

E' giusto impedire a CasaPound e Fn di manifestare?
"Si, vanno messi fuori legge come organizzazioni fasciste. Ma a farlo non sarà lo Stato, sarà l'iniziativa unitaria e di massa dell'intero campo della sinistra. Faccio un appello a Anpi e Cgil: organizzino un'occupazione preventiva delle piazze prenotate dai fascisti prima del voto per contestarne le manifestazioni. Non deleghiamo l'antifascismo alle istituzioni o alle vendette fai da te".

Per gli aggressori del leader di Forza Nuova a Palermo che fa: condanna o paga l'avvocato come i centri sociali?
"Noi difendiamo qualunque antifascista indipendentemente dal giudizio che possiamo dare sull'opportunità di un'azione compiuta contro i fascisti. Dal punto di vista legale è fuori discussione, dal punto di vista politico proponiamo un'altra linea".

A Macerata sono andati CasaPound e Fn, la sinistra è arrivata dopo e in due manifestazioni separate.
"E' stata una grave diserzione da parte delle forze politiche e sindacali della sinistra. Se anziché fuggire si assumessero l'onere di impedire le iniziative fasciste, questa scelta spazzerebbe il campo da qualsiasi tentazione minoritaria. Più è radicale l'azione di massa, meno c'è spazio per sciocchezze".

Alle elezioni Ferrando brinda se...?
"Brindo quotidianamente. Questa campagna è un duro lavoro controcorrente per sviluppare la coscienza dei lavoratori sulla necessità di rovesciare questo sistema capitalistico".

Bene, ma quanti voti vuole prendere?
"Non abbiamo un obiettivo percentuale. La verità non ha percentuali. In Argentina i trotzkisti hanno preso lo 0,2% per 15 anni alle elezioni, oggi sono quasi al 6% e sono in Parlamento: "Obreros al poder", governo dei lavoratori. E' lo stesso programma per Sinistra rivoluzionaria in Italia.

Con chi non si alleerebbe mai? 
"Non ci penserei proprio con le tre destre".

Vabbè, Salvini-Meloni-Berlusconi lo davamo per scontato...
"Le tre destre sono il Pd, il centrodestra e i Cinque stelle. Contro le tre destre è importante l'unità d'azione della sinistra".

E' giusto dividersi, anche se divisi non si governerà mai?
"La sinistra ha conosciuto un fallimento proprio perché è stata unita: unita con gli avversari del lavoro. Era unita quando si votava l'aumento delle spese militari. Quando varava i tagli sociali, la precarizzazione del lavoro... Il problema è costruire una sinistra vera".

martedì 20 febbraio 2018

CHIUDERE GLI SPAZI AI FASCISTI CON UN'INIZIATIVA UNITARIA E DI MASSA

La moltiplicazione delle iniziative di CasaPound e Forza Nuova è all'ordine del giorno nella cronaca politica di questi anni. Ma i fatti di Macerata, il fuoco di un attivista fascista contro migranti con l'obiettivo di uccidere, il pubblico sostegno di Forza Nuova a Traini ed anzi il nuovo rilancio della campagna xenofoba, hanno rappresentato un salto, amplificato dalla campagna elettorale e dai suoi effetti mediatici



I fascisti si nutrono naturalmente della spazzatura rovesciata contro i migranti da tutti i partiti dominanti. La Lega di Salvini è il principale frullatore di questa spazzatura. Il M5S contribuisce in forme più raffinate al medesimo impasto. Quanto al PD di Minniti, ha gestito in prima persona la stretta antimigranti in tutti i suoi risvolti peggiori (taglio ai soccorsi in mare, campi di concentramento in Libia, decreti sul “decoro”...). Le tre destre - nel loro insieme e in concorrenza tra loro - hanno tutte concimato il terreno di coltura dei fascisti. Ma i fascisti non sono né il PD, né il M5S, e neppure la Lega. Sono qualcosa di diverso. Non sono una destra qualsiasi. Sono organizzazioni di combattimento mirate alla distruzione del movimento operaio e delle sue organizzazioni indipendenti. Lo sono programmaticamente, con la pubblica rivendicazione di un sistema di corporazioni che rimpiazzi la democrazia borghese. Lo sono nell'azione, con la pratica dell'aggressione contro militanti e organizzazioni della sinistra politica, sindacale, di movimento. La campagna ossessiva contro i migranti, l'azione vile e squadrista attentamente pianificata nei loro confronti, è solo il terreno prescelto per l'accumulazione delle forze e l'espansione del proprio bacino di consenso. La prospettiva strategica è assai più ambiziosa: l'affermazione di un proprio regime.

Certo, le forze fasciste sono ancora molto ridotte. Il fascismo non è una minaccia immediata. Ma tutte le organizzazioni fasciste, in misura diversa, sono oggi in crescita. In crescita di consenso, grazie alle compromissioni e al disarmo della sinistra politica e sindacale di fronte alla crisi capitalistica e ai suoi effetti sociali. Ma anche in crescita organizzativa e militante del proprio inquadramento militare, anche grazie all'assenza di ogni seria azione di contrasto.

Ora questa dinamica va spezzata.

Non servono a nulla le petizioni costituzionali contro i fascisti. Non serve affidarsi alle famose leggi antifasciste della Repubblica borghese, o invocarne di nuove. Le leggi “antifasciste” non sono mai mancate, nella Prima come nella Seconda Repubblica. Ma i partiti fascisti hanno continuato a vivere e prosperare, prima col MSI, oggi con CasaPound e Forza Nuova, con le complicità e le connivenze di apparati dello Stato, che sono il vero cuore del potere e prevalgono su ogni legge formale. È ora di mettere da parte le illusioni. Solo il movimento operaio, solo la forza di una sua mobilitazione può mettere di fatto "fuorilegge" le organizzazioni fasciste.

Per questo proponiamo a tutte le organizzazioni del movimento operaio e sindacale, a tutte le organizzazioni antifasciste e antirazziste, di promuovere unitariamente l'occupazione preventiva delle piazze prenotate dai comizi fascisti, e concesse dalle autorità locali, per contrastarne dichiaratamente lo svolgimento. È la via di un fronte unico di massa che si assuma la responsabilità di chiudere il varco ai fascisti. Le grandi organizzazioni di massa antifasciste, sindacali e associative, non possono sottrarsi a questa responsabilità per subordinarsi al PD, come è accaduto con la diserzione della manifestazione di Macerata. Debbono assumersela apertamente e pubblicamente.

Questa è la posizione e proposta che il PCL avanza in ogni luogo di confronto interno al campo dell'antifascismo.

Partito Comunista dei Lavoratori